L’edizione estiva 2011 del Torre Alfina Blues Festival inizia per la prima volta fuori dallo storico borgo ma sempre all’interno di un concetto di territorio rurale.
La serata iniziale sarà infatti a San Casciano dei Bagni, un comune è di quasi 1.800 abitanti nella provincia di Siena e da sempre famoso per la presenza delle terme.
Possiamo far partire la sua storia con gli etruschi, mentre la tradizione vuole che sia stato il Lucumone di Chiusi Porsenna a fondare le prime strutture per favorire l'uso delle acque termali. Nascono così quelli che in epoca romana saranno conosciuti come Fonti Clusinii. San Casciano continuò ad essere apprezzato per le sue ricchezze termali anche dai Romani.
La particolare posizione geografica di San Casciano, ha nei secoli favorito il suo sviluppo e ne ha facilitato il raggiungimento. Il territorio di San Casciano era lambito, a est, dalla Via Cassia, una delle arterie più importanti del mondo romano, e questo ne favorì la presenza di molti illustri personaggi. I romani, veri cultori delle terme, si affidarono in modo massiccio alle proprietà curative di queste acque. Anche Ottaviano Augusto si curò in questi Fonti secondo quanto si apprende dalle opere di Orazio ed altri scrittori classici.
Le invasioni barbariche e le lotte fra longobardi e bizantini ridussero l'importanza di San Casciano: il nuovo millennio vide San Casciano posto sotto il dominio feudale dei Visconti di Campiglia e stretto tra i diritti dell'Abbazia di San Salvatore, una delle più potenti della Toscana del tempo, e l'antica Diocesi di Chiusi. Ancora una volta fu la vicinanza ad una grande strada la fonte di sviluppo e di promozione delle terme sancascianesi: la Via Cassia aveva perso la sua importanza durante le guerre fra bizantini e longobardi e nacque così la Via Francigena, la quale passava a pochi chilometri ad ovest di San Casciano.
Il ruolo di San Casciano nell’ambito della lunga guerra civile orvietana, combattuta tra i rami della Cervara e della Vipera della famiglia Monaldeschi, non fu assolutamente marginale, ed anzi, soprattutto con Monaldo Visconti, l’ultimo signore di San Casciano, in campo militare sono da registrare importanti successi delle truppe sancascianesi ai danni dei partigiani della famiglia dei Monaldeschi della Vipera nei territori settentrionali dello stato orvietano. Il 3 maggio del 1443 Monaldo morì e suo figlio Giovanni rinunciò a tutti i diritti che la sua famiglia vantava su San Casciano e Fighine, e così la famiglia Visconti uscì per sempre dalla storia sancascianese.
La presenza di importanti rappresentanti della nobiltà italiana ed europea ebbe come conseguenza quella di arricchire San Casciano dal punto di vista architettonico: il Granduca Ferdinando I fa realizzare, nel 1607, sul luogo dove affiora la sorgente della Ficoncella, un Portico a testimonianza della fama che queste acque avevano raggiunto.
Sul finire del XVIII secolo, San Casciano si avvia ad una progressiva decadenza dovuta alla crisi delle terme. Il XIX secolo si apre all’insegna del periodo napoleonico, quindi il periodo della Restaurazione, con il ritorno sotto il Granducato di Toscana, ed infine, San Casciano e tutta la Toscana entrarono a far parte del Regno d’Italia.