Famoso esecutore e ricercatore di musica afro-americana, nel suo studio di pittura in Trastevere fonda nel 1961 il celeberrimo Folkstudio che ha diretto fino al 1968. Avendo fruttato denuncie di disturbo della quiete pubblica per le riunioni alquanto rumorose, il pittore decise di improntare il locale nella formula giuridica "circolo privato culturale apolitico": l’iniziativa ebbe un grande successo, perché, in una sola serata c'era la possibilità di spaziare dalla musica celtica a quella brasiliana, dalla canzone d'autore a quella politica, dal folk al blues. Il locale concedeva insomma la possibilità ai giovani di esprimersi nella piena libertà musicale, senza condizionamenti. Qui si esibirono artisti come Bob Dylan, Pete Seegar, Steve Lacy, la Trinidad Steel Band.
Dopo alcuni anni, Harold Bradley, tornò a Chicago e la direzione del locale passò ad uno dei suoi fondatori, Giancarlo Cesaroni, che inaugurò una specifica sezione dedicata esclusivamente agli esordienti della canzone d'autore: passarono per il Folkstudio cantautori italiani ancora oggi sulla cresta del successo come Francesco Guccini, Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Mimmo Locasciulli, Rino Gaetano, Gianni Togni, Luca Barbarossa, Sergio Caputo.
Harold fonda anche l'ensemble "Bronzeville American Gospel", con i quali porta avanti le tematiche tradizionali e moderne della musica sacra nera esibendosi, oltre che per importanti festivals internazionali, in manifestazioni destinate a tenere viva l'attenzione ai problemi causati dall'apartheid.
Tutto il percorso di Bradley è all'insegna dell'eclettismo. Negli Stati Uniti è stato docente di pittura e disegno ed è stato curatore di importanti collezioni d'arte; prima di trasferirsi in Italia è stato un noto giocatore professionista di football americano nella NFL per 5 anni a Cleveland e Philadelphia. Negli Anni '60, con una borsa di studio si trasferisce prima a Perugia e poi a Roma ove concretizza la sua passione prima per la pittura ed il disegno e poi per la musica il cinema ed il teatro. Ha svolto attività teatrali recitando accanto a Tino Buazzelli, Calvin Lockart e Pinalei; ha anche svolto molte attività cinematografiche con ruoli significativi in film come: "I Sette Gladiatori", "La Capanna dello Zio Tom". È stato il genio della lampada accanto all'Aladino di Gianni Morandi in "Per Amore e per Magia".
Negli anni '80 e '90 ha tenuto moltissimi concerti in Italia ed all'estero dando maggiore rilievo al genere afro-americano, di cui è attento conoscitore e cultore. Risiede a Roma dove si esibisce ottenendo sempre grossi consensi di entusiasmo e partecipazione da parte del pubblico e della critica, spesso con la formazione "Voices of Glory" e con il suo amico collaboratore, perenne maestro, Toto Torquati.